05 Luglio 2020

Platea Armata

Realizzazione delle casse-formi per la platea

Realizzazione delle casseformi per la platea.

Finalmente è arrivato il momento di procedere con le fondazioni. Date le particolari condizioni di accesso poco agevole, anzichè procedere con casseformi in legno, come consuetudine della carpenteria, è stato deciso di realizzare casseformi in muratura, utilizzando i "doppi uno".

Da un'attenta analisi costi/benefici ci siamo resi conto che i due metodi erano analoghi: il legno ha un costo minore ed è più veloce da lavorare ma occore tenere in considerazione i costi di smaltimento; i mattoni "doppi uno" sono più costosi ma rappresentano un metodo di lavoro più efficiente e più efficace.
Tramite questo metodo, infatti, si guadagna in aumento delle prestazioni termiche e in facilità di esecuzione di tutte le successive fasi lavorative: non occorre smantellamento e agevola l'inserimento della guaina prima e del coibente poi.
Dalle foto è possibile osservare il nostro metodo di gestione del cantiere: per noi l'ordine e la precisione facilitano un più agevole studio delle fasi successive.

A questo punto si procede con la posa delle tubazioni per lo scarico e lo sfiato della fossa biologica, edi quelle del degrassatore.



Impermeabilizzazione e coibentazione delle fondazioni

L'intervento in muratura è terminato e posssiamo procedere con l'impermeabilizzazione, il cui compito è quello diproteggere il cemento armato dall'umidità di risalita.
Come è noto, il cemento armato ha, tra le sue proprietà, una alta permeabilità all'acqua e di conseguenza l'umidità può risalire sulle pareti portanti.
Molti si limitano a mettere sopra la platea o sopra al cordono una striscia di guaina bituminosa, sulla quale sarà posata la muratura o il legno x-lam.
Noi preferiamo, oltre a questo, proteggere la fondazione a partire dal magrone (vedi capitolo del magrone) e dando continuità anche sul laterale per poi rinchiudere il cemento armato con la striscia bituminosa come sopra detto.
Quindi per prima cosa inseriremo la guaina sul lato interno dei "doppi uno".

A questo punto abbiamo impermeabilizzato l'intera fondazione (platea) e si può procedere con la fase successiva: la coibentazione termica.
Inseriremo su tutta l'area della platea e nella parte verticale delle casseformi una strato di XPS con specifiche (calcolate) proprietà meccaniche quali la resistenza meccanica a pressione e la resistenza termica.

Questa fase è di fondamentale importanza per l'ottenimento della certificazione CasaClima classe "A": è infatti indispensabile assicurare la continuità termica per arrivare all'eliminazione completa di qualsiasi ponte termico.

Armatura della platea

Perfetto il cantiere è ordinato e pronto per essere armato.
Ferri su ferri si intrisecano fra di loro per dare la forma desiderata dall'ingegnere, adesso siamo pronti per il getto del Calcestruzzo.





getto del calcestruzzo

Ci siamo il cantiere è pronto possiamo ordinare l'autopompa peril getto del calcestruzzo.
In base all'esperienza passata abbiamo deciso di aumentare l'altezza della stessa.
Ne abbiamo richiesta una di 45 metri di altezza.
Il getto della platea deve avvenire nel modo più agile possibile.

La grandezza dell'autopompa ci ha obbligati a richiedere l'intervento dei vigili affinché ci chiudessero per una giornata intera la strada pubblica.

Abbiamo finito il getto è venerdì, lunedì prossimo torneremo a fare il cordolino di cemento armato.



realizzazione del cordolo su cui collocare le pareti in x-lam

Al fine di ottemperare alle regole del perfetto costruitere con il metodo in legno X-lam abbiamo deciso di fare un cordolo in cemento armato sopra la platea. Sopra di esso saranno successivamente posizionate le pareti verticali di X-lam.



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