27 Settembre 2020

INFILTRAZIONI D'ACQUA DAL SUOLO

COSTRUZIONI IN LEGNO: X-LAM - A TELAIO
scritto da Andrea Politi il 19-01-2016 13:08
FONDAZIONE CORRETTA
.




Come già detto il legno è un materiale vivo e deve essere trattato adeguatamente.

Con la pietra il legno è il materiale da costruzione più antico che l’uomo abbia utilizzato per realizzare le sue opere, ne conosciamo i pregi ed i difetti, ma soprattutto abbiamo imparato ad aumentare i primi ed a ridurne i secondi.

Abbiamo già visto che il principale pericolo per il legno è l’umidità o le infiltrazioni d’acqua. Questo problema si verifica quando la presenza di acqua è costante nel tempo perché porta alla insorgenza di muffe che deteriorano il legno facendogli perdere le proprietà strutturali.



Sappiamo che l’ umidità e le infiltrazioni, spesso, provengono dal basso, ossia dalle fondazioni,

foto 1



Sappiamo che il contatto diretto, la risalita per capillarità e la condensa interstiziale possono minare alla base il nostro fabbricato con conseguenze molto serie.
Un esempio dei danni che possono verificarsi li potete visualizzare cliccando qui.


LE FONDAZIONI PER LE CASE IN LEGNO

Le fondazioni comunemente sono realizzate in Cemento Armato a platea o a trave rovescia, metodi entrambi corretti, ma particolare attenzione bisogna avere nel decidere le loro quote d’imposta.
Le pareti in legno devono essere montate al di sopra del piano di campagna.


REALIZZAZIONE DELLE FONDAZIONI PER CASE IN LEGNO IN MODO CORRETTO.

Analizziamo gli aspetti più importanti:


1. realizzazione della struttura che elevi l’aggancio a terra delle pareti in legno al di sopra del piano di campagna.

Per aumentare l’altezza del piano di posa della parete in legno, rispetto al piano di campagna, si deve realizzare un cordolo in c.a. sopra la platea .
Il modo utilizzato di frequente, ed il più preferibile, consiste nella realizzazione di un cordolo in CA che vada a raggiungere l’altezza desiderata:

foto 2



Una pratica molto diffusa, ma decisamente sconsigliabile, è quella di utilizzare, in luogo del cordolo in c.a., un morale “di sacrificio” in larice contro terra.
Se è vero che il larice ha una durabilità migliore dell’abete, è comunque legno e in quelle posizioni non può durare che per un tempo molto limitato.


2. la risalita per capillarità.
Affrontiamo adesso il problema della risalita dell’umidità per capillarità.
Sappiamo che il terreno è umido e che il cemento armato è un materiale poroso che funziona da pompa osmotica. Praticamente preleva l’acqua dal terreno facendola risalire capillarmente verso l’alto.
Occorre quindi interrompere questa risalita di acqua prima che arrivi alla parete in legno, se non facessimo questo la parete si impregnerebbe d’acqua iniziando così il processo di marcescenza.
La soluzione migliore consiste nell’interrompere questo processo interponendo tra il cordolo e la parete in legno una barriera alla risalita. ( guaina bituminosa o similare ).


foto 3


Vanno evitate le guaine incollate al legno poiché non permettono al legno di traspirare correttamente.

Ripeto il legno è un materiale vivo e deve respirare.
E’ sufficiente una sola guaina, posizionata nel punto corretto e applicata nella maniera corretta.

3.la condensa interstiziale.
L’obbiettivo è evitare di raggiungere la temperatura di rugiada all’interno del nodo.
Sappiamo che il cemento è più freddo del legno e che il vapore dell’aria interna migra verso l’esterno.
Il punto critico è proprio nell’attacco del legno al cemento ( solitamente il punto più freddo di ogni abitazione ) che a causa della migrazione del vapore acqueo può creare condensa.

L’unico modo per evitare la formazione della condensa è isolare correttamente il nodo nel punto critico ed eseguire successivamente un’analisi termica agli elementi finiti per verificarne la correttezza.

L’isolamento può essere fatto nei seguenti modi:

- Fondazione fredda. Inserire fra il cordolo in cemento armato e la parete in legno l’isolante.

foto 4



Fondazione calda. Inserire l’isolante prima del getto del cemento armato.

foto 5


In entrambi i casi si ottengono ottimi risultati.
Come raffigurato nell’immagine che precede, in presenza di un marciapiede collegato alla struttura principale, questo deve essere inglobato nell’isolamento. Consigliamo tuttavia, quando possibile, di eliminare il marciapiede, che rappresenta a tutti gli effetti un elemento disperdente.



L’attacco a terra preferibile è quello raffigurato di sotto:

foto 6




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